Vento
alias Marina Pacifici
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Vento che conosci il pianto d'oro della ginestra
fra contrade sbriciolate in macerie
e la mitezza francescana dell'ulivo in preghiera
ascolta la mia voce solitaria alla finestra
quando giunge la sera.
Vento del Nord
che giungi dai monti con piglio severo
mostrami l'aurora di nuovi orizzonti
libera le vele liriche del mio veliero.
Vento che hai la purezza di un bambino
e mentire non sai
in quest'avara landa di nessuno
tra meschine comparse nel viavai
recami il ricordo struggente del mio Appennino.
Vento che non conosci confini
e per te ciascuno è compagno di viaggio, nessuno straniero,
portami il canto del mare.
Entra nel cuore di centomila solitudini
e accarezzale con il colore lontano e sincero
di una terra da amare.
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