Il vento
Balza il vento dal suo giaciglio
e si avventa sui miei poveri panni.
Non tremava una foglia,
né s’increspava lo stagno
ché fermo
teneva segreti i brulichii
della vita.
Mi fermavo a guardare
attraverso il cristallo
dell’acqua
senza nulla scorgere
se non l’ape assetata sulla foglia di ninfea
e il ragno d’acqua vagabondo,
ma occhi nascosti mi spiavano
-ora lo so- tra le foglie
occhi sornioni.
Dov’era il vento? Scomparso nelle crepe
risucchiato dalla terra, non si curava
della mia giovinezza.
Ora stendo i panni in una giornata di sole
e subito balza dal suo nascondiglio.
Li gonfia, li sbatte, li strappa.
BV. novembre 2012
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