Violette
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Iniziò a stemperare voci
dai deserti, Violette. Così
avrebbe voluto essere chiamata
e carpire profondità
sepolte in poca luce.
Far sbocciare parole nuove
che tornano alla lingua
levitando, sul gran peso del nulla.
Iniziò a credere, Violette,
ai suoni puri
tra la sua anima e il mondo.
Tese una soglia,
dove l’orma ha annullato l’ombra
dell’apparire. E lì sparse
al sole di altri occhi
le sue bozze.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Marinella Fois2 maggio 2017
versi di fantasia che incanta. Violette è espressione di luce. Bella la chiusa!
Mina Cappussi2 maggio 2017
Violette. Un nome che è profumo e colore, fiore e sapore. La lirica si costruisce attorno al nome con una sorta di filosofia linguistica che “fa sbocciare parole nuove, che tornano alla lingua levitando, sul gran peso del nulla”. Rita Stanzione si riconosce in Violette, le dà voce e corpo, una sorta di mito primaverile ed effimero dove la parola si fa verbo e dispone. Così Violette “iniziò a credere ai suoni puri tra la sua anima e il mondo”


