Da ciò che è grave

L’attesa snervante
per quel loro disperato viaggio,
sono testimoni mare e il cielo di quel
naufragio; tutti nuotavano speranzosi
per raggiungere la loro meta, c’è chi
ha perso la vita.
Da ciò che è grave
nessuno si affretta, gli stati questa
materia con veloce impeto valido non
la mettono tutta; anche l’emigrato
viene usato con clamore, da questi
veri predatori.
Perché in
tutto questo l’essere umano tace,
sono in fondo al mare e la loro speranza
giace! Colpa di tanti uomini con questa
brama, anche l’acqua del mare ... si
oscura.
L’umanità che non
si commuove è un vero affronto,
toglierci la speranza per un guadagno;
per questi corpi che giacciono sul fondo
del mare o galleggiano a pancia in giù
senza un nome.
Si nutrono come squali e
predano sempre e soprattutto giovani,
per lavori sottopagati o alla prostituzione;
qualche procuratore vuol vederci chiaro,
li vuole in tribunale per dare l’immagine
di un paese sano.
Vederli sulla battigia
lontani dagli affetti, in quelle bare chi
li piange a questi poveretti! Lo sgomento
c’è in quel grido anche se nell’accoglienza
si fa tanto, perfino chi aveva lo stomaco
pieno ha pianto.
Quelle povere
vite infranti, tutti li abbiamo visti soli su
quel bagnasciuga ... senza più affanni; in quei
corpi recuperati si può distende solo un velo,
uomini donne e bambini li consolerà Lui
sicuro in cielo.
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