Erezioni all'aria aperta
Ventre mio,
maledetto!
Ti nutri, insaziabile e poderoso
del cubico rumore esatto delle patate
e dello squittente broccolame,
da ultimo sogni,
che ti s'agogna,
un glorioso parallelepipedo lucente
che s'ingolla e poi ti sgrossa,
ventre mio, che guaio!,
lì dove si sgrolla via fuggente,
senza peccato,
fin dal fulgido turgore del mattino.
Maldestra, pancia mia,
nel sole d'un mattino
e girandole che colorano il vento,
mentre una giovane bellezza passa via
sfiorando l'aria sorridendo,
tu, mendica e assassina,
senza tregua brontolando,
denunciavi il mio misero parto
ed io, essendo ancora estate,
sorridevo d'un mio vento
che con poche altre cose
m'è di vanto.
Infine desinavo e tu,
mai satolla ti calmasti,
nel dolce abbraccio del sedano
e del parco.
©
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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