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Fantasia 9 maggio 2017 · lettura 4 min · 739 letture

Il gran progresso

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Se dovessi negar quanto promesso non desterei scalpore più di tanto se tanti che cambiano di sesso lo sfoggiano con grande vanto da quando il gran progresso avanzando col novello manto tutto quanto a concesso e consuetudini infranto: ma se dovessi fare a lui processo lo assolverei senza rimpianto. Ma chi l'avrebbe immaginato quando mietevo il grano con la falce che l'avrebbero raccolto già spulato: le case le abbellivan con la calce ma rimaneva scarso il risultato: oggi, pitturan con resina di salce. Se ricordo i vecchi di una volta quasi fossero scheletri viventi compresa pure la persona colta perché non v'era cibo per i denti: oggi la situazione è capovolta a favore degli esseri presenti. Le liti, erano dure e cruenti e con la morte finiva l'imboscata: i vassalli del conte ivi presenti ti rendevan la vita travagliata: ora non vivi più di crucci e stenti ma conduci una vita più spigliata. Se un castigo veniva organizzato non c'era verso ad ottoner lo sconto: dovevi pagar caro il tuo peccato e con dolore subivi quel confronto: ora puoi vagare anche distratto e rispondere puoi ad ogni affronto. Si dice che gli avi erano saggi e in tutti suscitavano rispetto e si vedevan subito i vantaggi: discernendo l'onesto dal sospetto facean girare bene gli ingranaggi: ma ora non ti senti più protetto. Quando il fanciullo insolente a un ordine si fosse rifiutato non aveva scampo il miscredente lo schiaffo gli arrivava difilato: ora non puoi più farlo apertamente perché ti fan finire disperato. Se putacaso una figlia si ribella non provarti a correggere la mira ella preferirà morir zitella piuttosto che pigliar chi non ammira: prima dovea zittir la sua favella e spegnere doveva la sua ira. Quanti fatti mutati dal progresso da quando pasteggiavi con patate: ora nel ristorante fai l'ingresso finché le brame tue vedi appagate: sei sazio di tutto e molto spesso non gusti le pietanze profumate compreso il buon cappone lesso: in tutte le epoche passate questo non era mai successo essendo molto scarse le portate. L'evoluzione ha mutato tante cose: girovagavi a piedi nel villaggio e passando coglievi le mimose per farne a Lei gradito omaggio: ora pretendi macchine costose e parli un altro linguaggio. Non più cavalli a briglia sciolta né il treno a vapore ha più richiesta che quando sbuffava su una svolta ti imbrattava il vestito della festa: e il verduraio dalla mente incolta tirava il carretto con la testa: oggi tiran la gente alla rivolta e non c'è più ritegno ma protesta. Il contadino non aveva scampo da mane a sera, il tempo non bastava e tregua non aveva là sul campo le messi erano pronte e si falciava: ora porti il giubbotto con la lampo e guidi al volante di una Brava. L'inverno, era una sofferenza si presentava duro di mattina: scalzo sortivi a scuola, con urgenza e per schivar le pozze con la brina saltellare dovevi, con pazienza: poi attendevi la bella maestrina e in classe facevi la presenza col freddo e pure senza merendina: e se il babbo sapeva di un'assenza finivi il pomeriggio alla latrina. La scuola era una vecchia catapecchia inaccogliente, buia e senza garanzia e le mattine fredde, con la secchia l'acqua portavo, per far la pulizia a piedi nudi, sulla scuola vecchia col rischio di far qualche pazzia: la cartella griffata ora rispecchia "Mulino bianco" - capricci della zia. Erigevan castelli, addossati sui picchi li chiamavano rocca, inaccessibili a tutti: bastioni inespugnabili e castellani ricchi mangiavan cacciagione e molti frutti: sfruttavano di giorno gli alambicchi e a sera erano alticci ed abbattuti: la plebe, mangiava l'aglio a spicchi e si umiliava coi padroni astuti. Benvenuto progresso anche se mi sembri un po' sconnesso in compenso, hai migliorato il cesso: tanti ci stanno molto appresso e di farla con calma hanno scommesso e qualcuno, troverà li il successo.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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