Temporale
Rimescolar di nubi,
cozzar di cirri,
vento a folate
violente e pervicaci,
balenar di saette
e di boati strepito.
Scroscio improvviso
da quel cielo riversa
fiotti d’acqua
che terra,
riarsa ed usta
d’ostinate lingue,
inondano.
Vita ridà a queste
quasi spente sabbie
da dura crosta intinta
assetate radici
come anime vaganti suggono.
Ed or ch’é placata furia
lenta quiete scende
torna
a cantar benevola
cincia su limpida pozza.
©
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Commenti (1)
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Filippo Salvatore Ganci1 novembre 2007
Poesia descrittiva della natura, dove lessico e struttura, come un pennello sul quadro, riempono di colori l'immaginazione del lettore, emozionandolo!

