La fredda stagione
L Falchero
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Quanti quadri appende il lago
sulla parete spoglia
della mia solitudine?
Rosei tramonti
e nubi di cotone idrofilo
che si sbrindellano nell’indaco.
Nebulose acqueforti
tirate a specchio
d’una infinita malinconia.
Quante note sgocciolano
dolcemente
sulle mie labbra?
Note con retrogusto di te
che si fanno nostalgia
e acuiscono la sete
e non c’è spartito
che non porti traccia
del tuo passaggio.
Quanti pensieri s’affollano
confusi e insistenti
cavalli bradi e senza meta?
Vortici di terra e foglie
che non s’adagiano
e impolverano gli occhi.
S’alterano le prospettive,
si mischiano i colori
in una lunga allucinazione.
Non comprendo più
né i contorni
né l’essenze
né i valori.
Non conosco più
né me stessa
né la mia strada
né il tuo cuore.
Vorrei riposare dall’inquietudine
zittire la mente
riposare
ma è un’insonnia di vita
un farneticare di certezze in frantumi
uno spogliarsi d’autunno.
Resteranno rami nudi
di sentimenti e progetti
rami intirizziti
increduli
dell’arrivo
di altre primavere
che non trovino più
i miei riflessi nella luce
dei tuoi occhi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (1)
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Clelia Maria Parente1 novembre 2007
Versi al ritmo della malinconia, che si spiegano nei rivoli dei ricordi... Molto sentita e bella.!

