Confini
Giovanni Perri
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D'accordo, potrei dire che c'ero,
che prima qui saliva una stradina polverosa
e che un giorno conobbi uno zingaro
e insieme leggemmo i versi di Kavafis;
poi lui ricominciò a salire sui pullman
ed io tornai a guardarlo dal balcone.
Mia madre aveva un orecchino d'oro e un lobo delicato,
la sera leggevamo Céline e guardavamo insieme la pioggia
Céline e pioggia per giorni.
Penso che prima o poi dovrò finire la collezione di lattine cominciate nell'ottantadue;
smetterla di fissare le persone alle fermate,
salutare mio figlio dal balcone con la paura che il balcone cada.
Dovrò imparare finalmente a disegnare i confini della Romania,
trovare una stradina polverosa dov'è nascosto un orecchino d'oro
e ricucire l'orecchio a mia madre per raccontarle che piove da giorni
e nessuno lo sa.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 maggio 2017
un verseggiare lineare in scrittura creativa che dispensa un valoreaggiunto: cultura.

