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Fantasia 15 maggio 2017 · lettura 3 min · 726 letture

Il grillo e la formica

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Bella formica, ma che cosa fai? Ogni giorno, il solito viavai senza fermarti mai: e dimmi, come stai? Ci son forse dei guai? Questo non sia giammai: ma se ci fosse qualcosa, tu lo sai al buon grillo confidare lo potrai". "Oh grillo, io non mi devo confidare e non mi trovo nei guai: il mio dovere, certo, devo fare ma il tuo, di sicuro non lo fai: passi la notte sempre lì a cantare e di giorno a dormire te ne stai". "Non essere adirata negra mia quel che senti è solo musica vera se tu mi ascolti dopo l'Ave Maria io canterò per una notte intera: e tu, passa parola a chicchessia così comincio presto questa sera". "Non chiamarmi negra, petulante e non disprezzare il mio colore e cerca di non essere arrogante perché mi daresti un gran dolore: e vedi di cantare più distante senza farmi venire il malumore". "Ora formica, stai esagerando lascia ch'io faccia un bel concerto se stai attenta, mentre sto cantando ti accorgerai che sono molto esperto: di giorno gli accordi vò studiando e diventar famoso è più che certo". "Oh grillo, te lo chiedo seriamente cos'è che ti passa per la mente? non essere così tanto impertinente quando favelli con la brava gente: il tuo stridio, è sempre più invadente e tanto sonno io perdo, veramente". "Se mi concedi spazio bella mia io ti farò sapere ciò che penso: se canto con amore ed armonia il pensiero resta molto denso per la formica di periferia e colmo di un affetto immenso". "Ebbene, se così stanno le cose continua pure i tuoi concerti al chiar di luna nelle notti afose: al custode dirò che lasci aperti i passaggi che fino ad or nascose e cibi buoni ti verranno offerti". "Grazie", disse l'inerme insetto "questo lo terrò come d'acconto: prepara pure un buon manicaretto e fammelo trovare bell'è pronto così potrò fare un buon pranzetto: dopo ti aiuterò a pagare il conto". "Oh grillo, ora sembri commosso ma non pensar che io ti creda: quante volte mi sei saltato addosso facendomi mollare la mia preda: fidarmi di te proprio non posso se prima più assennato non ti veda". "Ma che bella armonia che regna fra di noi vivere spensierati è goduria: solo al pensare degli affari tuoi mi affaticherebbe, e tuttavia riposar devo, specie se d'ora in poi farò tanti concerti, nella periferia così potrai sentirmi se tu vuoi". "Ora sei tu che mi hai commosso e m'hai fatto capire tante cose: se tanti consensi avrai riscosso delle tue romanze più famose ascolterò di cuore quanto posso dimenticando le notti più chiassose".
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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