Dirti "ciao" adesso
Andriuslan
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E allora lei riprese a respirare
l'attenzione volgeva gli sguardi
sul suo petto seguendo,
del fiato l'andamento.
Mentre gli occhi socchiusi sul mondo
trasmettevano un senso di pace
e di quiete, troppa quiete.
Sguardi come aghi
che vorrebbero trasmettere linfa
come vasi comunicanti da cuore a cuore.
Poi la voce roca di troppi silenzi...
Schiarita sulle poche domande
che inesorabilmente in silenzio piombano.
Uccidono di ricordi.
-Non riesco a vederla così!
Non riesco tra le labbra annerite
da maschere d'ossigeno,
nei lividi che il sangue cumula sotto pelle
dove una volta Vigevano i brividi.
Non riesco tra le piaghe
del tempo, sulle posizioni ferme
trattenute nei fiati in gola.
Non credo sia giusto
per quanto odiati ci siamo,
non essere libero adesso
di poter lasciare queste lenzuola
che adesso stringo forte
guardandole ancora tra le mani...
So quanto arduo sarà per me
riversare carezze sulle lacrime
ai tuoi figli, nostri figli...
Che adesso nessuno più si spedirà
come pacchi postali.
Una mano sull'avambraccio
capisco che il mio
sarà l'ultimo saluto
che adesso vorrei tanto
non fosse semplicemente "ciao".
Su quel "ciao" che per tanto
non ci siamo detti,
il tuo naso sembra arricciarsi
ma è solo l'impressione del nulla.
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L'autore
Andriuslan
Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino
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