Più giù ancor amor mio
massimo turbi
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gemere sia la colonna sonora
sul disfatto letto, da mille battaglie
di carezze, non finendo mai di sorprenderci.
Inseguirsi come in una giostra tzigana,
mollarsi all'improvviso senza un lamento
contorcersi dal clamore dei baci tuoi
rigando la pelle sensibile
spingere con le mani
sulla testa piena di capelli,
per farti scivolare
più in giù, più in giù, più in giù
più giù ancora, senza mai fermarsi.
continua tenera puledra selvaggia
fino a toccar la superba carnalità
che si erge a guardarti con animo fiero.
Ti dimeni come se il diavolo
si fosse impossessata della carne,
che ogni qualvolta vibra,
quando la spada esalta, la femminilità
riscoperta dopo tanti digiuni amorosi
e gridarci di follie
apprezzandoci ogni attimo in più
riconoscendoti, come mia sposa.
Dea bendata vestita dall'aurora
che rischiara ogni mio mattino,
respirando ogni tuo gesto
apice di quella intimità
mai scoperta in alcuna
mentre ti stringo forte
per non farti mai andare via di qua
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massimo turbi
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