Serale fiorentino a primavera
A Firenze discesa è già la sera
col suo colore quieto e pur fastoso
come suole avvenire a primavera
prima che notte apporti il suo riposo.
S'attenua lo splendore del bugnato
nei palazzi patrizi silenziosi
e l'Arno scorre, pure lui ammirato,
in mezzo a monumenti favolosi.
S'illumina di luce il Cupolone
col campanile teso verso il cielo
ed intorno si avverte sensazione
che sia tutto coperto con un velo
di bellezza che tanto al cuore vale
e ti rende stupito e frastornato
mentre tu alzi gli occhi sul Piazzale
e l'osservi del tutto illuminato.
Le colline scuriscono, aggraziate
dalle luci che accese ai casolari
sparsi su quelle verdi gradinate
portano a sentimenti quieti e vari.
E i fantasmi dei grandi del passato
che Firenze riconoscente onora
il riposo la notte hanno lasciato
per ammirarla nel silenzio ancora.
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici25 maggio 2017
Una bellezza maestosa e una grazia poetica innata in questa lirica in cui Firenze campeggia in tutto il suo splendore e la sua magnificenza rinascimentale. La sera si distende come una carezza sulle colline che le sono diadema e la serenità si effonde nel cuore di chi osserva il superbo ed impareggiabile paesaggio. All'Autore con i migliori auspici.
