Lettera all’Italia

A questa Italia mitica e divina
io scrivo senza essere regina
con le parole semi di una vita
che è in gara dal due giugno ed è in salita
col voto delle donne ed altrettante
le madri le sorelle e le non sante
capaci di lottare col coraggio
di chi combatte andando all’abbordaggio
con l’onestà stampata sopra il petto
in questo giorno vivo e benedetto.
A questa Italia bella e disperata
io dedico il mio verso di borgata
repubblica italiana ed il diritto
di non pagare il tempo in subaffitto
di essere e sentirsi insofferente
se questa terra antica non riposa
ricca di ogni bene ed oggi sposa
e figlia di un paese inadempiente
con tutte le promesse in calendario
che abbraccia la sua croce e il suo calvario
©
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