In chiesa
Michele Prenna
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M'attrae la chiesa
col respiro mistico
che viene fin dall'entrare
e che anche l'ateo invita a meditare.
Un lieve profumo d'incenso
i lumi di devozione
l'acquasantiera ricerco
e scruto nella penombra
le cappelle dei Santi
le immagini della Passione.
Penso alla Fede di tanti
che qui le tappe han scandito
nati, sposati e al commiato
per ricongiungersi al Padre
e ai sacramenti impartiti
alla Parola di Vita.
Chino la testa
davanti al mistero
che sento è speranza
e Luce promette infinita.
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L'autore
Michele Prenna
Commenti (1)
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Antonio Terracciano25 maggio 2017
E' vero ciò che scrive il Prenna in questo suo come al solito chiarissimo pensiero poetico: le chiese (forse quanto più piccole sono, quanto più incenso usano, quanto più spoglie appaiono...) sono capaci di suscitare (anche se momentaneamente) la spiritualità pure in chi non è tanto praticante, tanto credente, o addirittura in chi si considera ateo. Una tradizione bimillenaria (o anche soltanto millenaria, come nel caso dell'Europa dell'est) non può non aver lasciato dei forti echi (e coloro che avrebbero voluto abolire le chiese, come i rivoluzionari francesi e poi quelli russi, hanno dovuto in seguito fare inevitabilmente una decisa marcia indietro!)
