Una sigaretta con la più bella del mondo

S’eran fatte le due di notte
e giravo in casa senza sonno.
Accesi l’ultima sigaretta
e d’un tratto m’apparve nel fumo
una Signora, bella che mi pareva
una Madonna. Mi prese per mano
e iniziò a parlare:
«Dove vai figlio mio
così di corsa, dove vai?
Non t’accorgi che stanno
sventrando mamma tua?
Io, che nacqui sugli Appennini
dal sangue dei figli miei,
che fui concepita con dolore
da centomila fratelli tuoi,
che sull’ Uguaglianza e la Libertà
costruii la culla tua,
che la Sovranità affidai
alle sole mani vostre,
che sul Lavoro – e nulla più –
fondai la Patria nostra,
che negli Occhi miei scolpii
i Versi e le Spade
dei Padri tuoi,
proprio da te fui tradita
quando a Bruxelles m’imprigionasti.
E poi in catene a Francoforte.
Il Cuore ancora mi sanguina
a morte, figlio mio.
Ma ora, ch’altri figli miei
dal grembo in giù
stuprano questo corpo,
in quella ch’è mia Seconda Parte,
aiuta mamma tua a rialzarsi
e difendila dai vili fratelli tuoi.
Stavolta Salvami, figlio mio».
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L'autore
Giuseppe Palma
Giuseppe Palma è nato ad Ostuni il 10 novembre 1978. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Lecce, attualmente svolge la professione di Avvocato presso uno studio legale di Milano. Scrive poesie dal 1996 e sinora ha pubblicato alcuni suoi libri di poesia, e, alcune sue poesie sono inserite in parecchie antol
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