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Sociale 25 maggio 2017 · lettura 2 min · 770 letture

Una sigaretta con la più bella del mondo

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Giuseppe Palma 14 poesie pubblicate
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S’eran fatte le due di notte e giravo in casa senza sonno. Accesi l’ultima sigaretta e d’un tratto m’apparve nel fumo una Signora, bella che mi pareva una Madonna. Mi prese per mano e iniziò a parlare: «Dove vai figlio mio così di corsa, dove vai? Non t’accorgi che stanno sventrando mamma tua? Io, che nacqui sugli Appennini dal sangue dei figli miei, che fui concepita con dolore da centomila fratelli tuoi, che sull’ Uguaglianza e la Libertà costruii la culla tua, che la Sovranità affidai alle sole mani vostre, che sul Lavoro – e nulla più – fondai la Patria nostra, che negli Occhi miei scolpii i Versi e le Spade dei Padri tuoi, proprio da te fui tradita quando a Bruxelles m’imprigionasti. E poi in catene a Francoforte. Il Cuore ancora mi sanguina a morte, figlio mio. Ma ora, ch’altri figli miei dal grembo in giù stuprano questo corpo, in quella ch’è mia Seconda Parte, aiuta mamma tua a rialzarsi e difendila dai vili fratelli tuoi. Stavolta Salvami, figlio mio».
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Poesia composta la notte tra il 25 ed il 26 aprile 2016

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L'autore
Giuseppe Palma

Giuseppe Palma è nato ad Ostuni il 10 novembre 1978. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Lecce, attualmente svolge la professione di Avvocato presso uno studio legale di Milano. Scrive poesie dal 1996 e sinora ha pubblicato alcuni suoi libri di poesia, e, alcune sue poesie sono inserite in parecchie antol

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