Ricordi l'albero dei lamenti?
Ricordi l’albero dei lamenti?
lui e il suo aneurisma
nel fusto diffidente
dalle tue mani libere
nel corpo schiavo
che impediva al tuo cuore
di fuggire in lontani battiti
di nitide albe
ricordi l’albero dei lamenti?
e i suoi rami aggrovigliati
nell’intreccio sillabato
delle sue radici usurpate
dall’ipocondria della terra
ricordi l’albero dei lamenti?
e il tuo viso corroso
dalle lacrime imprigionate
nell’immagine delle foglie congenite
alla grazia sfatta
ricordi l’albero dei lamenti?
e i suoi segreti rivelati
ai tuoi segreti ancora nascosti
tra le labbra socchiuse
nella voce astrusa
ricordi l’albero dei lamenti?
e la sua paura di morire
al supplizio del tuo abbandono
quando lentamente
hai socchiuso gli occhi
per ignorare il mondo
e sentir solo la voce
di quel vento turpe
ricordi l’albero dei lamenti?
ora sovente frantuma tattile
il palpito dei frutti
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Francesca Coppola2 novembre 2007
testo ben congeniato, pause giuste e ripetizione del titolo incisiva. Panoramica descrittiva personalizzata dall'autore, lettura per niente scontata. Significato da interpretare.
