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Famiglia 29 maggio 2017 · lettura 4 min · 789 letture

Il rodaggio

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Fu improvvisa ed ardua la sortita e si protrasse una mattina intera: poi, è andata meglio nella vita e adesso mi diletto alla tastiera: ma quella prima volta era finita che la paura mi pervase fino a sera. Disse mio padre, una mattina oggi verrai con me nella campagna t'indicherò un piccola stradina che fin dove c'è legna t'accompagna: e mentre ne raccogli una fascina forse troverai qualche castagna: io, proseguirò lungo la china fino al campo, a piè della montagna. Fu così, che senza batter ciglio seguii mio padre, con il cuore in gola ma senza palesare alcun cipiglio e senza che mi uscisse una parola: Lui, mi dette un utile consiglio "appena torni a casa, vai a scuola: siamo lontani poco più di un miglio ma fai veloce, perché il tempo vola". E quando fummo innanzi ad un tornante già si vedeva il bivio, dopo il ponte: "vedi quel punto? ormai non sei distante" disse mio padre, carezzandomi in fronte: "vai ometto!" disse con cuore ansante e continuò sulla strada verso il monte: io mi inoltrai nel bosco, inconsolante e a sette anni, vi lasciai le impronte. Già mi sentivo il cuore palpitare mentre andavo nel punto stabilito: sotto l'erba sentivo quel frusciare poi, vidi il biscione colorito: i capelli si misero a drizzare ed io restavo molto impaurito: le cornacchie si misero a gracchiare ma fingevo di non aver sentito: la paura continuava a dominare ma mi sentivo già meno avvilito. Mentre coglievo un ramo rinsecchito solo nel bosco, di sterpame fitto vola vicino un corvo un po' stizzito e il cuore mi si blocca resto zitto: ma ad un tratto mi par d'aver sentito un rumore gradevole all'udito sveglio il coraggio già assopito stringo la fune al fascio, ed agguerrito lo metto in spalla, e subito ho capito che era molto sgradevole l'attrito: così rifò il cammino a piè spedito cercando di rammentarmi di quel sito. Poi che ebbi il ponte superato ripresi a camminar la via verace con lo spirito assai risollevato andavo avanti sicuro e pertinace: quando raggiunsi la via dell'abitato sentivo che il cuor batteva in pace: fui ben felice d'esser ritornato e la paura la persi fra le erbacce che nella fretta avevo calpestato lasciando tutt'attorno le mie tracce: giunsi a casa sereno e soddisfatto delle fascine, per cuocer le focacce: a scuola fra i compagni ho ritrovato quiete, dopo l'impresa audace: quand'ebbi la lezione terminato rincasai, con animo vivace. A sera, all'or del desinare mio padre mi disse molto adagio ora devi sorridere e mangiare perché hai dimostrato gran coraggio: io, non volevo mandarti a lavorare ma far dovevo un piccolo sondaggio: d'ora in poi, solo a scuola devi andare legna ne porto io, che sono di passaggio: quando sarai più grande avrai da fare sarai tu stesso a darmi quel messaggio. Di mio padre non potevo dubitare ed apprezzai il suo discorso saggio veramente era un uomo da lodare: mi piaceva sentire il suo linguaggio che lasciava in futuro ben sperare: già sentivo in me lieto presagio e ascoltando mio padre nel parlare decisi di fare un altro assaggio tesi la mano e scelsi di pigliare un piccolo pezzetto di formaggio: poi salutai, e andai a riposare contento di aver fatto il mio rodaggio.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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