Rabbia e poesia
Oscura navata cela
sguardi di santi
troppo in alto appesi
per udire il tuo strazio
giacche' nessun di lor distolse
il bianco degli occhi
a mirar la cupola
mentre disperata
invocazion saliva
sul freddo suolo insanguinato
dove il vile si disseta
giustizia deflorata giace
senza più spada ne' bilancia
a scrivere esorta
la penna il pugno
e amari inchiostri scrive
e di nuovo... intinge e scrive
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Commenti (2)
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M
Marina Como2 novembre 2007
Una stupenda chiusa a sottolineare il perpetuarsi della sofferenza che continua ad esistere, malgrado le denunce passate non ci si può esimere dal continuare a gridare la rabbia contro le ingiustizie. E rimane la speranza o la consapevolezza di aver fatto il nostro dovere. bellissimo il ”e di nuovo... ”
F
Francesco Carlucci8 novembre 2007
La rabbia e la ribellione spesso non bastano... quando chi dovrebbe, sta a dormire! Condivido con te questo sfogo!