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Sociale 6 giugno 2017 · lettura 3 min · 1064 letture

Conversazione 3 (homo homini lupus)

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Filippo Di Lella 40 poesie pubblicate
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Ecco gli uomini: sanguinano alla stessa maniera se li colpisci, muoiono allo stesso modo se li ferisci, amano allo stesso modo e si sbronzano, allo stesso modo. Ecco gli uomini: hanno colori, nomi, paesi e parole differenti, hanno odori e modi differenti e dei diversi tutti arroganti, allo stesso modo. Ecco gli uomini: così superbi nei loro verbi, inarrivabili coi loro fucili, intelligenti con le loro bombe, cosi... belli con le loro... Mine! Ecco gli uomini: sangue, arti, gambe e braccia e cuori che esplodono allo stesso modo e frammenti e dottori che ricuciono ciò che possono. Ecco gli uomini: senza pietà, compassionevoli, governi! Armi e trombe gialle e tombe. Tombe. Madre, ti prego non farmi uomo, ché d'assolvere al mio dovere non ho voglia. Alcuna. Madre, bare urlanti di misfatti, ecco l'uomo, madre: generazione abbietta di furfanti. Ma tu, madre, uomo mi facesti, ingrata del mio sorriso infante e pubere e d'adolescente e dei bei cuori disegnati alle pareti e colombe, madre, tu! Assassina! Uomo mi facesti, ingrata, e giovinetto conobbi l'armi e 'l dovere mio d'ammazzare e squartare e vincere, maaaadreee! La notte si squarcerebbe ora, un lampo a squarciagola e le parole, le parole, fucili e sangue e gambe rotte. Ecco gli uomini: Intelligenti con le loro bombe, geniali nei loro attacchi, inarrestabili mine e colore rosso... Madre, che stupido uomo sono io? D'uccidere non ho voglia l'uomo mio pari e mio nemico, trasformato per passione in arma e lacrime e bastone. Ma il vento non si spaventa mai, nemmeno un po'. Perciò, madre, toglimi dal mondo e, grata, ricorda i miei vestiti di pargolo con quel sorriso infante e cancellami affinché non via sia più ciò che più vedo chiaramente: L'uomo. E tornami ragazzo a guadagnar danaro per pagnotte, e tornami ragazzo a suonar canzoni a finestre care, e amori e masturbazioni, e tornami ragazzo a cogliere ciliegie e more e a scannar maiali. Ma quel ragazzo perlopiù è partito e acciocché permanga meglio sua memoria convien di baionetta calar la mano, non per scelta. Ecco gli uomini: in bische e bordelli quando vien la pace, stesi a tirar pavé o a scomodare pance o, ancora, a cercare amore e labbra rosse per vivere da Uomo.
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L'autore
Filippo Di Lella

Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.

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