Asino
Daniela Dessì
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L'asinità testarda s'insinua
nel duro coccio
di testa marcia.
Per vincerla,
tira forte le orecchie
al mulo che scalcia.
Con le buone non impara:
un bel colpo di zoccolo
per rinsavire dalla cocciutaggine;
ad istruirlo la scuola non basta,
si ostina nell'ignoranza fatta a persona,
pelo crespo e coda di paglia,
scuote la cresta e si rallegra il codardo
quando si trova in mezzo al branco
di pecore nere,
belanti e ossequiose
al forte rumore del raglio.
Povere illuse,
corrono dietro al grosso pelandrone,
ne imitano lo stridulo verso arioso.
Meschino gli fan cerchio,
tirandosi l'un l'altra,
con una stupida risata da contorcersi
sino a venire il mal di pancia.
Stolto è colui che si beffa
del suo stesso cattivo vezzo.
Vorrebbe screditare il buono
ma è lui il fesso!
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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