Io il capitano di me stessa
Giuseppina Di Noia
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E la clessidra va per fatti suoi
scivola la sabbia sui granelli del mio tempo,
e se morissi adesso?
Potrei dire di aver amato
potrei dire di aver vissuto intensamente me stessa
e tutto ciò che il creato mi ha dato,
si infondo ci son stata veramente su questa terra,
ho guardato in faccia a tutte le cose
chiamandole per nome
senza inganno
senza perdere le mie ragioni,
ho sfidato le parti avverse
ho cantato contro la malasorte a squarciagola
ingannandola gli ho imposto il mio potere,
non è che se hai coraggio
in te non risiedono le paure
le fai tue e impari a comandarle.
Forse in questo mare aperto della vita
fra tempeste, e lampi, e tuoni
son diventata il capitano di me stessa,
sfidando le onde alte
la bassa marea
e i pescecani,
senza mai abbandonare la nave.
Perciò se morissi adesso
potrei dire di aver vissuto veramente
e si fotta tutto il resto del mondo
quello che si finge diverso
quello che s'impone un'immagine sfuocata,
quello che non si ferma in autostrada
per vedere il panorama,
quello che si perde i colori e le note
troppo preso dal rincorrere qualcosa che non resta,
ma va via senza una festa,
si fottano i viandanti e gli sconosciuti
che preferiscono non avere meta
che preferiscono un ora lieta
all'eternità dell'amore.
La mia clessidra è colma di granelli colorati,
se rompi il vetro note carezzevoli ne vengon fuori,
e immagini da perdi fiato si stampano sui fiori.
©
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Giuseppina Di Noia
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