Profumo di nascondino
Giulivo Salvatore Giovanni
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Seduto sul palcoscenico
nascosto nel sipario
mi consolo di coppe
di dolci di memorie
raccogliendomi col cucchiaino
affamato e avido
di questa nuvola
fatta di panna
e di cioccolata
lentamente assaggiata
attratta dalla luce
di mosaici di stelle
calde di ricchezze
di religiosità silenziose.
Osservo un rosone
lavorato di corone
di cerchi nella testa
stretta e accecata
di ruote di carri
che tempestano di fulmini
tutti i nostri terreni
alzando nebbie impolverate
offuscandoci la mente
persa e rapita
smarrita e nascosta
nei viali dei riscatti
occultati e invocati
cercando di trovare
il niente dormiente
nel resuscitare
in un destino
lo scopo
di questo cammino.
Scheletri appesi
senza vestiti
in armadi chiusi
siamo pieni di storie
di noi che siamo coperte
che occultano emozioni
...nude...
che penzolano
come foglie
nel vento
nel deserto
in questo teatro volante
sopra tutte le vette
grattando i cieli
come gratta e vinci
di noi vittoriosi
ormai liberi da catenacci
fatti di pesi
con le nostre ali
ormai leggere
anelando di volare
dove solo il destino
ci può ritrovare.
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