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Riflessioni 26 giugno 2017 · lettura 1 min · 675 letture

Terre bagnate

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Ho trovato foglie che raccontavano di vite dall'odio stroncate e poi bruciate, ho trovato campi arati dalle dita e terre irrorate dal sudore. Ho visto lacrime di dolore dove non nascevano più viole bevendo un amaro elisir e decifrando pietre scritte. Statue fredde e senza calore siete indifferenti salutate baci che nella sera muoiono. Tra tutti questi lutti lascio il mio pensiero e dove una volta cresceva il melo oggi restan solo d'un braccio ossa.
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Da "Voci e volti del passato"

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (2)

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Patrizia Muttoni26 giugno 2017

Il passato non si spegne anche se triste tutto torna a ricordare che la vita continua nonostante tutto.

Rosetta Sacchi26 giugno 2017

Tutto torna alla terra. Una terra che ci racconta molte cose attraverso le sue creature, una terra che esprime tutta la sua sofferenza e i suoi stenti, bagnata dal pianto e dal sudore. Ma qui la terra è intesa non come pianeta bensì come mondi, innumerevoli mondi che hanno conosciuto l’odio e il dolore e la morte, mondi bruciati, arati dalle dita, colpiti da troppi lutti. E’ una realtà questa narrata dai versi, chiara, cruda, vera, una specie di testimonianza storica dove il narrante è il pensiero che scava “ tra tutti questi lutti” come a voler cercare una qualche traccia di vita, quasi custodita nel fondo, incastonata tra ciò che ora è, sepoltura d’ossa, e ciò che un tempo era, rigoglioso melo.