Il giorno in cui Dio mi insegnò a pescare
Hariseldom
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Del mare mi sporcai la vita
dell'amore mi lavai l'anima
ma quel giorno pescavo a fondo
e qualche bigattino usciva dal conto.
Un chilo a prezzo buono
ami del 16 a gambo corto
e piombi quanto bastava
per non fare un lancio troppo lungo.
Dio si sedette accanto a me
ma era già il tramonto
e un vento fresco veniva da oriente
un vento che sapeva di alghe e sugo
sugo di madre senza più figli.
Dio restò in silenzio
un cappello buffo mi calò sulla testa
per dirmi che la pesca è cosa onesta
il sole picchia
e ormai io sono vecchio.
Presi un pesce grande
senza guadino
che per poco non spezzò la canna
poi io e lui sorridemmo
lasciando libero
slamandolo senza dolore.
Vorresti tornare indietro
mi disse Dio
vorresti cambiare i tuoi errori
ma pensaci bene
a quel che fai
altri figli sarebbero nati.
Mi regalò una scarpa sola
l'altra la mise sulla roccia
poi mi portò con se
perché il tempo
il mio tempo era finito.
Il sole tramontò
e i bigattini fuggirono sulle rocce
sono mosche ora
che vagano su quel che resta
di una vita di errori
ma senza troppi inganni.
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Hariseldom
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