Del poetar secca è la fonte
Siccità arida è la terra la pianta
soffre scorre linfa lenta ferito
è il tronco rami penzolanti
in basso come in agonia foglie
semisecche già pronte alla caduta
verrà poi pioggia benefica la vita
a rinnovare? Così in me ecco
si seccò del mio povero poetar
la fonte che langue patisce
delle muse lo spirito vitale
amico e più non s’agita a vergar
sul bianco foglio la nera linfa
rime d’amor arido è il cuore
dall’abbandono tuo e muto
il labbro che alla mente spenta
non sorgono d’allor dolci pensieri
e una stanca mano la penna
tiene e non dirige che nel giorno
eri tu rugiada mattutina nuvola
benefica nel meriggio dolce
umida brezza al calar del sole
a portar alla fonte del poetar
prezioso umore pur per me
quando verrà questa un giorno
di nuovo se mai a zampillare?
©
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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