Cose da cielo quinto
Vaibhava das Vito Parisi
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Scene ossequiose, manti venerandi;
silenti i bardi, mistici i disìi;
lagrime fresche, unici gli adDìi,
tra i vati delle lettere, i più grandi.
Virgilio a Dante, so, io, il bel Sire mandi;
"Bucoliche" e "Georgiche" gli invìi;
pecore amate, prati verdi e pìi,
Bea al nono anno, e il Sir Che lei comandi.
Inni soffusi di bontà diafana;
omaggi al cavaliere riverente;
tutto interiore, umile e di lode;
ella servigio delicato emana,
a far felice chi Iddio in lei, in sé, sente,
eterea, quale in aer si perde ode...
cerbiatte, a coglier note da oboe intente.
©
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L'autore
Vaibhava das Vito Parisi
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma
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