Tornare indietro
Giuseppina Di Noia
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Mi fermo alle stelle
a quelle parole così vere e belle,
che hai deturpato
come un tornado,
la stessa velocità
con cui si colpisce un cuore,
il cuore a cui hai sparato
senza fermarti
senza scomporti.
Mi fermo alla veduta di te
che va oltre le parole,
ti ho visto veramente
senza ascoltarti
ti ho sentito fra la gente,
dovremmo essere muti
vivere di sensi
e stringerci dimentichi
di questi ingannevoli pugnali
che escono dalle nostre labbra
e sanno centrare ferite aperte
dove sanguinano i nostri ammalati ieri.
Siamo solo il coraggio represso
di un abbraccio lenitivo,
un bacio scomposto che tratteniamo,
il desiderio, che taglia trattenuto.
La voglia di starsi dentro
e giacere senza pensare,
trattenuta
e ricattata da pensieri logici
che non conoscono passione.
E si finisce nell'incomprensione
nelle distanze aride,
quando si potrebbe scivolare
languidamente
pelle su pelle
a sentire il calore,
che meglio di noi
saprebbe definire
il senso di ciò che facciamo.
Adesso come si fa?
Come si riavvolge il nastro
per tornare alle voglie
al desiderio ardente
che chiama e non ascolta niente?
Questo consumarsi
infuocarsi
si sporge al rifiuto,
la paura di non essere più desiderati,
e così abbasso il volume a tutti i miei sensi,
in questo volerti
avrò forse esagerato
e spinto l'acceleratore,
mi scuso in silenzio
che forse vale più delle parole,
abbiamo perso qualcosa,
e non è più questione di coraggio
tornare indietro a cercarla.
©
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Giuseppina Di Noia
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