Quindi, sai
Francesco Falconetti
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Non è l’estate che digrada verso l’autunno
a cambiare il piacere dei tramonti,
le nidiate, allegre, d’arcobaleni d’azzurro,
e le brezze sulle colline che accarezzano le nuvole,
mentre, assonnate, arrossiscono al sole.
Non è un arrivederci che spegnerà l’attesa,
lo stupore del dialogo tra rondini che baciano il vento.
E poi, e poi (sai) gli abbracci,
quegli abbracci, lasciano segni stampati nei nostri cuori,
in ricordo delle nostre anime.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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