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Ribellione 13 luglio 2017 · lettura 1 min · 838 letture

Funerale dell'ironia

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ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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In tempi ora moderni e in nuova via ove solo il serioso e il dotto avanza è morta abbandonata l'ironia stesa sul letto della propria stanza. Il commiato le danno i gran soloni rimpiangendola in mezzo a mille elogi, qualcuno addirittura ha i lucciconi e tutti stanno compassati e mogi. Ma è solo questo il vero interno disco che risuona inespresso dentro ai cuori: "Io l'ironia davvero non capisco e son contento che sia fatta fuori. Ora finti dolenti la seguiamo con lacrime di gioia sol per lei, da qui innanzi, era tempo, noi possiamo scrivere in pace i nostri piagnistei. Quest'ironia ci dava proprio affanno e scrivevamo versi con paura, or non ci porterà essa più danno e solo leggerete poesia pura. Stenderemo noi tutti una sequela di veri canti per la nostra gente che l'ironia adesso più non vela col suo linguaggio schietto e impertinente. Mentre la bara cala nella fossa con un gesto espressivo assai dolente chiudiamo in mano un po' di terra mossa mormorando: 'L'è morta finalmente!' "
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (2)

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Antonio Terracciano13 luglio 2017

L'ironia, quella "forma di distaccato umorismo che mira, secondo l'insegnamento socratico, alla relativizzazione delle false sicurezze e alla presa di distanza da atteggiamenti intransigenti e dogmatici" (U . Galimberti), quella via di mezzo tra la comicità e la satira, ha sempre trovato la maggioranza degli Italiani piuttosto impreparati, e sembra quasi che per lei, come scrive il Crocetti in queste quartine di endecasillabi, si stia preparando il funerale. Noi Italiani siamo spesso maggiormente attratti dalla seriosità (più che dalla serietà) ad ogni costo (salvo sfociare, talvolta, nell'umorismo volgare), e perdiamo così i sublimi doni che l'ironia ben concepita sa elargire all'intelletto.

Io le frecciate, aguzze, ardito, fiocco: " O voi mercanti da san Gimignano- si rima, noi, con cuffia e stilo in mano- e, mie facezie, assai petrose, stocco!" Come Folgore, o... Pietro l'aretino, si dovrà da torre a torre pugnare con lettere solerti, beffarde e di smacco, a che i mercanti delle banche di Martino quarto ne conseguano dileggio! Onore alle cadenze, alle assonanze, all'acume satirico, allo spirito di fazione e di colore!