Funerale dell'ironia
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
L'ironia, quella "forma di distaccato umorismo che mira, secondo l'insegnamento socratico, alla relativizzazione delle false sicurezze e alla presa di distanza da atteggiamenti intransigenti e dogmatici" (U . Galimberti), quella via di mezzo tra la comicità e la satira, ha sempre trovato la maggioranza degli Italiani piuttosto impreparati, e sembra quasi che per lei, come scrive il Crocetti in queste quartine di endecasillabi, si stia preparando il funerale. Noi Italiani siamo spesso maggiormente attratti dalla seriosità (più che dalla serietà) ad ogni costo (salvo sfociare, talvolta, nell'umorismo volgare), e perdiamo così i sublimi doni che l'ironia ben concepita sa elargire all'intelletto.
Io le frecciate, aguzze, ardito, fiocco: " O voi mercanti da san Gimignano- si rima, noi, con cuffia e stilo in mano- e, mie facezie, assai petrose, stocco!" Come Folgore, o... Pietro l'aretino, si dovrà da torre a torre pugnare con lettere solerti, beffarde e di smacco, a che i mercanti delle banche di Martino quarto ne conseguano dileggio! Onore alle cadenze, alle assonanze, all'acume satirico, allo spirito di fazione e di colore!
