La Cantina
Mi scopro a rimpiangere i giorni,
in cui avevo paura a scendere in cantina.
Il buio e il miasma,
ignobili seguaci di quando salivo la bicicletta,
sarebbero una lieta culla,
oggi che inutili orpelli tempestano
la mia corona di rovi.
Gli obiettivi lontani e indefiniti,
sono ben più grotteschi
di quell'oscurità.
La puzza dell'insuccesso
nausea in maggior misura
del rancido stantio annidato
fra i fiaschi di vino.
Lei, passeggia indomita,
fra le lande insalubri,
e ad ogni carezza
disinnesca un ordigno
del mio campo minato.
Scorge all'orizzonte,
un terreno fertile e ospitante,
che, non ho il coraggio di dirle,
temo non esista più.
Ma se davvero ti va,
tieni sospeso il macigno dell'incertezza
e restami ancora vicina,
che nel frattempo mi è venuta voglia
di andare giù in cantina.
©
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