"Sogni d'altro cielo"
Stefano Drakul Canepa
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Spengo la sera
e vado via per sempre
non ho più voce
per pronunciare albe
E nessuna forza
per lucidare lune
in attesa della pioggia
o di qualche polvere
Di fata malata
ancora da consolare
fra i dubbi
e le parole patinate
Prese in prestito
dai sogni d’altro cielo
sempre sereno
e non nero come il mio
Che ancora temo
La morte delle stelle.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Lucia Piombo14 luglio 2017
questa m'è piaciuta più di tutte le altre. Decisamente. Solo una cosa: perché quelle maiuscole? mi fanno un po' soffrire nella lettura... Comunque... soffro in silenzio

