L’indifferenza
Saverio Chiti
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Giace l’indifferenza su letti di rovine
dove tutto è reso vano
da chi si sente sovrano del dolore
e non comprende quanto pesi
il distacco da una realtà resa aspra
dal desolante quotidiano.
Giace su sponde credute amiche
le spoglie del domani, pensato migliore
da chi nutriva una speranza
e credeva nel giusto
o nell’effimera propaganda
di un dio sostituito ad altro.
Giace su macerie confidate perse
il futuro della gente
che ancora attende di capire
e ancora ha paura del tremore
di una voce che tutt’ora promette
ma solo quando cavalca la notizia.
Giace su pensieri stimati veri
e in false notizie, gettate per confondere
tutte quelle persone che non conoscono la differenza
fra i molteplici colori di uno sbiadito arcobaleno
troppo a lungo ridipinto a piacimento
nonostante la nebbia del futuro.
Giace l’indifferenza su letti di smeraldo
immaginati assai preziosi
per chi vive ritenendosi nel giusto
nonostante non ci sia più luce da offuscare
in cassette occultate ad arte
nel buio di banche oramai vuote.
Giace l’impertinenza nei cuori della gente
sempre più stufa del potere di chi si crede al di sopra delle parti
e non sa d’essere in quelle stanze, solo per migliorare l’altrui vita.
Giace in me la voglia di capire l’apatia verso l’altro
sempre più chiamato diverso
nonostante sia solo un uomo.
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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