Tasche vuote
S’alza la vela a fileggiare
ma poi sotto vento
il colpo di timone
all’orza e alla puggia non basta
ad evitar la boa
di chi le rema contro
e la regata sfuma.
Ma posso immaginare.
Ed ecco per caso
come può
la riflessione arretrare
all’inascoltato
per non dimenticare
né di loro né di me
solo un po’ nel buio
a modo suo
un giorno appuntamento mancato
con la vittoria
perché ero davanti a loro.
Qui dove il lenzuolo
è corto
lascio liberi i piedi in fondo
e copro il volto
a rifugiarsi
tra i peli radi
della barba pigra
e al traino d’un rimorchio
ali calate m’abbandono.
Io senza controllo
le mani ficcate
nelle tasche vuote
attendo una mano callosa
senz’anni e inganni
che cima mi dia un passaggio.
Ora che il maestrale traverso
si traveste coraggio
correndo al naufrago
che sono.
Sì ho perduto nel mio letto
ma giungere al traguardo
dietro questa gara velata
arrivo comunque solo.
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Mauro Zappi11 dicembre 2005
Come sempre bella... questo vento che spinge le vele... Mauro