Dolore
Daniela Dessì
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Imbarca acqua la vita,
annega nel mare recinto degli orrori.
Fosti soldato obbediente agli ordini,
fedele alla patria,
madre severa a cui non si rinnega
il volontario servigio.
Sul fronte
non c'era ad assisterti l'amorevole carezza,
a soccorrerti mentre morivi
sussurrando aiuto.
Accolse soltanto bianche spoglie
nella bara consacrata
a una vittoria ingiusta
che non restituisce l'onore
pagando un alto tributo.
Niente vale più della stessa vita,
imbracciata a una spada insanguinata,
sparge rivoli d'odio.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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