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Natura 23 luglio 2017 · lettura 2 min · 4995 letture

I tormenti dell’acqua

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Discende ora il tempo scende sino al pelo dell’acqua di questo lago dove dalla superficie il passato affiora con tutto se stesso... la cima del campanile, il tetto di una casa qua e là il crollo di un’epoca che ora scolora la vita. Precipita il tempo dei ricordi i miei ricordi di un bimbo dallo sguardo sperso in un abbraccio che era calore... di quei tristi giorni di novembre niente ora è rimasto se non un buco nel mio cuore che tutt’ora faccio fatica a riempire. Cala il tempo in questa pozza di luna dove la nostalgia della mia casa si fa pesante guardando oltre il ritrovato campanile là dopo due viuzze, girando a destra la si poteva vedere nell’angolo della strada. Chissà cosa ne sarà rimasto... tanta è la voglia di sapere nonostante nella mia anima non ci sia più posto per il dolore. Scende il tempo sulle sponde di questo falso lago il lago del mio rimpianto dove tutto passa, anche il tempo... Ora che sono vecchio, non ho più lacrime da donarti le ho spese tutte quand’ero lontano da te credendo di scordare i verdi prati che con impudenza hai allagato scandendo quel fioco tempo del mio passato. Scema il tempo e con esso arriva il buio adesso posso infine chiudere gli occhi sulla sagoma dell’affiorato campanile. Io era là che vivevo oltre le viuzze del mercato all’angolo di un cuore ora per sempre addormentato.
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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