L'Estate Fulcro D'Aaltalena
Cani abbandonati sull'asfalto
ripassano con mimiche errori
che non hanno commesso
e alle mosche felici non importa
del loro dolore e pregano copertoni
Gli alberi, più che a crescere
sperano di non dimagrire
e le foglie assetate
in disperato sforzo
si ricompattano per un'ombra
che possa attirare
qualcuno al loro tronco a pisciare
Un vetro riflesso
minaccia a ingigantire il calore
e dar fuoco alla supplicante campagna
per vendicarsi di chi lo staccò dalla bottiglia
ove bevvero vellutate labbra
delle quali s'innamorò
A specchio di dentiere
riciclate a sorridere
o ferme ad enigma
ovunque sudore,
olio esausto dell'anima
ai mille adatti degli occhi usurata,
esce da ferite improvvise
riparate dal sale
testate dal sole
L'estate è un fulcro d'altalena
e alle due estremità
il tempo alle spalle e l'ignoto
e il dondolo simula assensi
tra cielo e terra
ma non si capisce a che cosa
Si sogna con paura l'inverno
imbalsama sorrisi, ansie e paure
e nella non vita a pausa
il cuore fa manutenzione ai suoi ritmi
per tenersi pronto
a nuove gioie improvvise
ma come incaute gemme primizie
puntualmente gelate
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