Luce
Dove la soma non fa ombra
là sono le tue risposte.
Ed un poeta chiese
-luce, dove sei luce?-
Una voce solenne e lontana rispose
Io guardo oltre il tempo
oltre quella finestra infida
dove le mie dita artigliavano
il piacere di una fuga.
E se ho scritto di te
non è solo per tormentare un foglio
né per ingraziarmi la bontà
l’ho fatto anche per un’attesa.
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Commenti (1)
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Rosetta Sacchi6 agosto 2017
Poesia che definisco trascendentale. Il poeta supera la realtà. La luce di cui egli parla non è la luce solare o artificiale, dove i corpi, interponendosi tra una superficie e la sorgente luminosa, creano le ombre. E’ una luce che ha voce solenne e lontana. E' una luce visibile sì, ma all’anima. Una luce che va oltre il tempo, oltre una finestra dove lo sguardo scruta e osserva e cerca persino di fuggire. Potremmo pensare alla luce divina e. di conseguenza. ad una specie di visione mistica di cui l’autore è fatto partecipe e testimone, ma gli ultimi quattro versi ci portano altrove, ad una Luce che è Amore e Vita, che sono insite nell’attesa. E si sa che l’attesa è vana solo se non viene alimentata dalla speranza.

