L'essenza
Giuseppina Di Noia
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E ora sono la casa
che s'intravede nella boscaglia,
l'albero che spunta e si distingue
nel verde manto della montagna,
sono fra la pettinatura africana delle coltivazioni,
un campo di spighe,
nella finitura del raccolto di grano,
arrotolata giaccio sulla terra,
o nel raccolto ancora incerto degli ulivi.
E da li, fitto e crespo
scende sulle rocce il mio languore,
fremito silente del mio cuore,
cala a picco nel mare
ogni tenera goccia stillata
d'anima e stupore.
Sono nelle onde lente e spumose
che spostano la breccia del fondale,
in questo caldo freddo
fra la superficie e il profondo mare.
Sono nel silenzio fra rumori e suoni,
a spaccare il cielo azzurro
nelle tante ammirevoli combinazioni.
E questo vento che gonfia le mie vele,
fra tempeste e quiete sere,
trasporta i mondi fra dentro e fuori,
porta via la polvere
asciuga il male,
solo il sibilo fra sospiri ne rimane.
Mi volto un attimo,
e sono nel grembo gonfio che lievita e sogna,
fra acque ambrate nella sacca della vita,
ad aspettare luce
ad ascoltare voci.
Non solo carne e anima,
non solo cuore e pietra,
o solo mente e impulsi,
siamo parte intensa del vivere,
siamo tutto, e tutto possiamo usare,
non vi è cosa alcuna
lontana dall'essenza.
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