Dicesti poi
Gesuino Curreli
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Dicesti poi - io vado! - e fu la fine
dei sogni che mi vinsero, ubbriaco,
e al cielo dell'autunno, basso e opaco,
sfumò il suo velo, lieve, ogni confine.
Ora mi desto, e un suono nel cortile
fa del meriggio afoso un fresco abbraccio
nel quale mi abbandono e poi mi affaccio
sul tempo che passò, dolce ed ostile.
E, lenta, quella musica sovrasta
l'umana propensione alla paura;
mi avvolge, mi confonde e mi contrasta
fino alla resa, e l'aria si fa pura.
Pura com' é innocente ogni dolore
che non fa trame avverse e non congiura,
ma si accompagna ai giorni di sventura,
e sta alla vita al pari dell'amore.
Ora rimane l'eco e si confonde
con note che si calano dal cielo
a preservare l'anima nel gelo
che la tristezza insinua e poi diffonde.
Io con le dita batto la tastiera
e cerco le metafore vibranti,
fossi poeta vero, in pochi istanti
avrei fatto del canto una preghiera.
Ma, dentro un gioco strano che si avvera,
mi sento nel presente e nel lontano
spazio che adesso è musica di un piano,
infatuazione vivida e sincera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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