Parola
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La parola, dice l'autore dei versi, per quanto sia imperfetta, ne faccio epitaffio e la canto! Non si finisce mai d'imparare poeta!
Sta a noi cogliere il senso della Parola, una parola capace di resistere al tempo sfuggendogli e trasformandosi. Aggiungerei anche capace di rimanere integra, pur nella trasformazione, perché altrimenti, risulterebbe storpiata. Quella parola che varia nei ritmi, nei toni, che canta e si duole, che si eleva al di sopra del caos. Dove si percepisce la vera metamorfosi: la parola si sublima in silenzio, avvicinandosi molto a ciò da cui ha avuto origine: il pensiero. E’ al silenzio della parola che torna“ l’anima che trema nell’insicurezza del giorno”. In tutta questa chiarezza c’è però un mistero. Si riferisce l’autore alla parola in genere o ad una parola in particolare, necessaria,"nutrimento della mia base imperfetta”,e perciò di importanza vitale?


