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Natura 20 agosto 2017 · lettura 5 min · 642 letture

L'Universo infinito

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Descriverò l'argomento con piglio coraggioso esplorando il firmamento infinito e radioso: pur se in questo momento mi sento molto ansioso per iniziare il commento dell'Universo grandioso. Il mare è grande, ma tu sei l'Universo ed io mi sento piccolo e immaturo per descrivere un tema assai diverso dalle cose comuni, bensì di spazio puro: ma se stasera avremo il cielo terso le stelle le vedremo di sicuro. Cercherò di trovare una risorsa per mettere in rilievo i tuoi segreti e non vorrei che mi stringesse morsa facendo alla mia mente dei dispetti: ora mi accingo a prender la rincorsa per seguire la scena che prospetti. Premuroso vado ad osservare ciò che racchiudi nella parte oscura rischiarata dal riflesso lunare che i raggi del sole le procura: e delle stelle che fanno illuminare questa magnifica struttura del sistema solare e quanto comprende la natura. La luna l'abbiamo già esplorata essendo la più prossima alla terra ci da la luce chiara ed argentata e fa brillar le rocce della sierra: se i Russi la tengono occupata gli Yankee scatenano una guerra. Il sole, corpo centrale del sistema tanto più grande della nostra sfera accordiamo con equo a lui l'emblema della supremazia nell'atmosfera: e seguendo la linea dello schema visitiamo il sistema quando è sera. E' da nove pianeti circondato il sole, che arde sempre compatto e qualcuno di essi è riscaldato dai raggi del dell'Astro arroventato: e ricevon la luce prima a un lato poi all'altro, a circuito alternato. Intorno al sole infuocato girano, con movimento orbitale Venere Terra e Marte, a lato creati da un'entità geniale: fra Giove e Urano è sistemato Saturno, nell'infinito astrale Nettuno è ancora più arretrato a una distanza abissale. Il più vicino al sole è Mercurio ma di poco interesse a quanto pare come un dipinto spurio: il più lontano dalla massa solare è Plutone, con l'augurio che i terrestri ci facciano le gare. Desidero inoltrarmi ancora tanto in questa tesi appassionante se mi lasci penetrare alquanto nell'infinito più distante per vedere delle stelle il manto nell'Universo affascinante. Le stelle, lassù nel firmamento mandan chiarore ai pianeti vicini perché producon luce a piacimento: ma se cadenti, fuggon senza confini disegnando la lunga scia d'argento su inesplorati cammini. Talvolta son più piccole d'aspetto del sole, e pur meno brillanti tanto che impallidiscono al cospetto: ma ci son delle stelle assai giganti che il sole sembra un piccolo confetto a fronte di una corona di diamanti. Fugge, la nebulosa Lattea via galassia di stelle e di foschia: vortica sulla solita corsia e nasconde tantissima energia: da miriadi di anni in fede mia ha lasciato e lascerà la scia. Andromeda è formata a spirale anni luce, dal pianeta nostrano: costellazione nella nebbia totale invisibile certo ad occhio umano: altre galassie nello spazio astrale rapide incrocian da lontano. Chissà cosa immagina la mente se pensa l 'Universo sia distante ci basti pensare solamente che l'infinito è qui... palpante: e molto chiaro pare, ed evidente che da qui all'orbita gigante l'aria è pesante e trasparente e verso terra è gravitante ogni corpo in realtà esistente: gira la terra noncurante intorno al sole incandescente: e quando è luna calante o quand'essa è crescente prima ha la gobba a levante poi rivolta a ponente e intorno alla terra è orbitante. L'occhi le vede con certezza secondo lo splendore dalla prima alla sesta grandezza sia dell'Orsa minore che mostra una chiara lucentezza sia dell'Orsa maggiore: le erranti non hanno mai fermezza ma le fisse danno assai chiarore. Sta nel Carro minore l'Astro polare, e resta in coda: fra tutte si nota lo splendore e guida il marinaio sulla proda: è di seconda grandezza con l'onore di essere la stella più di moda. Lo spazio è rimasto inesplorato fino ai giorni nostri, per fortuna: ma d'improvviso nel secolo passato qualcuno a messo piede sulla luna: per sfruttare l'idrogeno han pensato che Marte sia la fonte più opportuna. L'universale macchina perfetta gira, incurante del frastuono anche se poca gente allieta il terremoto con il tuono: il futuro, incerto si prospetta se si allarga il buco dell'Ozono. Dimorare fra gli Astri sembra già cosa fatta: studiano molto bene i capomastri il mese, il giorno e pure l'ora esatta prima di far tremare quei pilastri che reggon la navicella ivi posata che assordante, catapulta i terrestri nel cosmo, anche per lunga durata: buon viaggio, e siate molto destri al ritorno ci direte com'è andata.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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