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Riflessioni 20 agosto 2017 · lettura 1 min · 1092 letture

Il giardino dei dannati

Claretta Frau 422 poesie pubblicate
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Non ci sarà ritorno né sconto di pena. Dimmi come può figurare un giardino là, dove tutti un giorno andremo. Quando guardando nell’animo degli uomini, ho visto figurare l’inferno. Non uragano, non pestilenza è riuscita mutare il corso. Nemmeno l’amore, l’innocente amore. Puoi forse biasimare, se riesco immaginare un giardino, un dannato giardino, di tanto disumano pieno?
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dopo gli ultimi, crudeli eventi, molti sono i pensieri negativi sull’animo umano.

L'autore
Claretta Frau

Sono nata in Sardegna. Ho cominciato a respirare poesia ascoltando mio padre che amava improvvisare in lingua sarda. a scrivere poesie a tredici anni. Lo faccio tuttora spinta da un bisogno quasi viscerale di mettere su carta i pensieri e le emozioni mie, più profonde. Mi piace ogni forma d’arte e sperimentare nuovi mo

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Commenti (7)

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Luciano Capaldo20 agosto 2017

Credo del tutto lecito un pensiero del genere. La conseguenza di tanto dolore, sangue e atrocità è l'inesistenza di un Eden... non potrebbe che essere popolato da "senz'anima". Uno sconforto che diventa inquietudine. Pochi versi sofferti per una lirica ben ispirata. Complimenti

carla composto20 agosto 2017

di malvagità purtroppo è pieno il mondo ...questi versi veritieri ed intensi arrivano al cuore ... dopo gli ultimi fatti accaduti viene spontaneo pensarla come la brava autrice elogio sincero

Emilia Otello20 agosto 2017

Lirica ben condivisa. Non può esserci giardino se non si semina amore, ma solo anime dannate. Complimenti!

Francesco Rossi20 agosto 2017

Capisco le motivazioni, ma noi dobbiamo traguardare sempre e in ogni modo gli aspetti positivi della vita che meritano di essere vissuti intensamente e senza paura. Io credo che già in questa nostra dimensione terrena possiamo toccare con mano le brutture dell'inferno e quindi evitare in ogni modo il contatto con chi si pone fuori da un contesto umano e civile, il resto per mio conto è già il paradiso c he ci è stato donato, a noi il compito di preservarlo. Ottima la composizione che stimola dibattito.

F
Franca Mugittu20 agosto 2017

La realtà sconfortante e rattrista, alle volte anche l'amore non rinsce a lenire certe ferite... versi profondi, quasi un grido, una protesta! Il mio elogio alla potessa

Marinella Fois21 agosto 2017

Stiamo attraversando un bivio non protetto... il giardino è qui ...su questa terra travagliata dagli orrori umani... compete a noi salvaguardarla... perché rifiorisca a nuova vita! Elogio poetessa, versi apprezzati...

Umberto De Vita21 agosto 2017

la paura fa novanta, dicono. Ed è vero ma dobbiamo andare avanti con l'anima serena e con la speranza che tutto cambi per il meglio. E' chiaro che la malvagità e sempre esistita, ma ora è traboccato il vaso. Tutto questo dovrà pur finire prima o poi, quindi attacchiamoci anche alla speranza. Un testo attualissimo e ben scritto.