Il nulla della liberazione
Anche d’inverno spande il suo tepore
che scioglie dentro al cuore cupi affanni,
e del volar degli anni
l’oblio, coi caldi raggi, porta il sole.
Ma, all’orizzonte, un languido rossore,
presto, sovviene a rivelar gli inganni
e gli illusori panni
di quel vano sognar che il pensier suole.
Cangianti nubi fioriscon di viole,
una stella s’accende,
tremula, in alto, splende;
d’oscurità s’ammanta il cielo, lento;
scintilla, misterioso, il firmamento.
Spengile, ad una, ad una, anima mia!
Quelle querule luci, vaghe stelle,
pure quell’ultima, lassù, remota;
e poi, scomparso ogni contorno e forma,
nulla nel nulla, nella notte, torna.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!