Marinaio
Eri un bel giovanotto ormai
e non ambivi di portare il saio:
pensavi al primo amore caso mai
e l'indomani, partivi marinaio.
Scacciavi invano la malinconia
nel porto, aspettando l'imbarco
con tanti abbracci della zia:
col busto eretto guadagnavi un varco
e il Conte bianco ti portava via
insieme al folto e turbolento carco.
Il bravo giovanotto baldo e ardito
Dal Conte bianco passa allo Zefiro
poi sulla Garibaldi avea capito
che del nemico stava giusto a tiro.
Seguendo il conflitto già iniziato
la corazzata ti portò lontano:
con l'intera flotta hai navigato
fin sulle coste dell'oceano Indiano.
Puntavi sicuro il tuo cannone
sulla fiancata o sulla prora
oppure sull'asse del timone
mandando il nemico alla malora.
Era dura la guerra micidiale
quando infuriava la tempesta
con pioggia e ventaccio Maestrale
eran momenti da perdere la testa.
In marina hai visto cose belle
e tante giovinette di Gibuti
stringevi a te sotto le stelle
scordando quei momenti brutti:
e baciando le morette snelle
dimenticavi pur gli eroi caduti.
Insieme a questi nobili pensieri
l'acqua è passata sotto i ponti
portando via piaceri e dispiaceri:
pensandoci bene, in fin dei conti
dopo avere adempito ai tuoi doveri
tante belle storie ci racconti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!