Figure
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Un sentire che coinvolge i sensi, che raggiunge ogni parte di noi, investe il pensiero e si estende alla parola e ai gesti. Un’abilità della fantasia e non solo. Vediamo figure, noi stessi assumiamo forme diverse, siamo la forma di ciò che viviamo, di ciò che desideriamo, anche di ciò da cui vogliamo fuggire. “Son’io lo spazio prolungato/ il volto venuto dalla sabbia”. Di figure narra l’autore, ma anche di ombre, anche di un sommerso che affiora. Mi piace riscrivere cosi questa poesia. Bella!

