Non li conosco, ma mi hanno inguaiato
Giorgio Lavino
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Puzzano di sangue marcio
impregnato nelle loro mani
che lavano mille volte al giorno
ma i miasmi delle mazzette
restano in eterno.
Rubano e tradiscono
e se la spassano beati
nella melma della loro opulenza.
Ammazzano la dignità
con la spada dell’oro.
La vergogna l’hanno persa
ai corsi di formazione
dove hanno imparato
il mestiere del corrotto.
Non li conosco.
Ma mi hanno inguaiato.
Hanno inguaiato anche mia figlia
e milioni, miliardi di figli.
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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