Ferendomi di te
Passeggiare in tutto quel cielo che c'è nei tuoi occhi
è sentirsi sopra il mondo,
in cima,
e correre, urlare e squartare ogni velo nel tuo sguardo
è essere compiuti e predestinati,
incantati a girar per spiagge come magi inseguendo,
forse,
il tramonto come l'apice del desiderio lì dove il mare è separato,
due punti minuscoli
e una grande roccia che minaccia di mangiarsi il sole.
Ci sono facce in noi stessi che non conosciamo,
dimenticati oblii di silenzi lontani in maree di sale,
pecore,
asini,
colline, vento e capelli che svolazzano,
ci sono sali di mari obliati dal silenzio di noi
in cui più ci allontaniamo da noi più ci ritroviamo in noi,
c'è la distanza che rende complici,
c'è che sono ben poca cosa e un po' di spesa persa
spesa a perder tempo e atomi e guerriglia,
c'è che la deriva che sa di sale supera la linea di marea
e il cielo, gl'atomi,
il mare e i tuoi occhi si confondono nell'inconscio sapere
e il cielo dei tuoi occhi s'illumina d'istinto e brilla,
schianta e, furiosa marea,
decompone nel giglio l'ultima poesia d'un'Orlando...
E in quei momenti canta la pace ferendomi di te
e facendomi ballare.
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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