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Riflessioni 27 agosto 2017 · lettura 2 min · 640 letture

Nel ponte

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Un piccolo tratto di stradone separava la casa cantoniera insieme alla vastissima stazione dal borgo, di villette a schiera: d'estate o in qualchessia stagione il tragitto, lo percorrevo ogni sera: e andavo lieto, cantando una canzone a trovare gli amici, o alla balera: al ritorno, non vi eran più al balcone fanciulle, adagiate alla ringhiera. Quel percorso veniva attraversato da un ruscello, che scorreva perenne: il ponte, sulle sponde era strozzato ma un carro vi passava indenne: e passando nel transito obbligato di notte, mi drizzavano le penne: cercavo di fischiare, scoraggiato con le orecchie allungate come antenne: ma ormai, giungevo al silente caseggiato e nulla, in ogni caso e tempo, avvenne. Quando si faceva una grigliata fra amici, fino a notte fonda si beveva più vino che aranciata e cominciava così la baraonda: quando la fantasia s'era eccitata confrontava Satana a una bionda e aggiungevamo con voce concitata che l'asino, fosse la migliore sonda per insidiare la persona spaventata e dopo ch'era passata già la ronda lui appariva in ogni cantonata: rabbrividir facea l'anima immonda se la notte era dal buio dominata e la tempesta iniziava furibonda: la scena nella mente si è stampata ed il coraggio negli abissi affonda: a passo incerto inizia l'avanzata per giungere illeso all'altra sponda. Qualche sera dopo quel cenone visto ch'era l'una già passata saluto gli amici, un po' sornione e lasciando l'antichissima borgata mi avvio diritto allo stradone: sono a distanza già ravvicinata del ponte, dov'è fermo il bestione: la voce mia di colpo s'è bloccata perché la visione fa impressione sento tutta la pelle accapponata e nell'intimo è forte la tensione: trovo una pietra ben acuminata e lo prendo giusto nel groppone ma non si sposta l'anima dannata: prendo altri sassi in un cantone e li lancio con forza disperata: infine, sollevando un polverone si incammina verso la vallata. A casa svanisce l'emozione: apro l'infisso un po' tarlato e rivedo l'asinello dal balcone quando il padrone suo l'ha ritrovato: ora non sono più quel credulone e nel ponte; fischio spensierato.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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