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Fiabe 28 agosto 2017 · lettura 1 min · 4313 letture

Il ragno e il grappolo d’uva

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Vide una volta il ragno il grappolo dell’uva, da tempo visitato da mosche e da altri insetti pel dolce suo licor. Al ragno ingannatore cosa migliore parve attender senza posa il prelibato pasto con avido stupor. Creatasi la casa col suo sottile filo, ogni novello giorno ei dava il benvenuto con abile candor. Ma quando venne il tempo, e il giorno di vendemmia, il contadin solerte quel grappolo anche colse col ragno ingannator. E si trovò pur esso, insieme agli altri insetti, ch’ognor avea ingannato, ad essere pigiato... avido e senza cuor.
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Filastrocca formata da settenari liberi, con l’ultimo verso di ogni strofa, tronco.

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Molto apprezzata e letta con piacere. Un caro salut (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (12)

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Eolo28 agosto 2017

Testo di rimembranze esopiche, narrato con grande enfasi in una piacevole metafora verso l'essere umano. Il mio elogio

Franca Merighi28 agosto 2017

La morale di questa bellissima poesia sarebbe: "Chi troppo vuole nulla stringe", alla fine si rimane sempre a bocca asciutta come il ragno della favola, che ricorda molto quelle di Esopo, ma che il nostro Autore scrive con sapiente eleganza, come sempre!

Maria Luisa Bandiera28 agosto 2017

Si, la morale di questa poesia racconta di come può essere anche la vita, e il bravo autore sa sempre come destreggiarsi tra i versi.

Cinzia Gargiulo28 agosto 2017

Filastrocca molto ben scritta che come quelle classiche di Esopo nasconde una morale rivolta all'uomo. Letta con vero apprezzamento.

carla composto28 agosto 2017

bella fiaba bella morale ...non si può voler tutto sempre una valente penna elogio e stima

Anna Di Principe28 agosto 2017

Una filastrocca in sapienti settenari con una morale significativa... il ragno avido del grappolo d'uva è rimasto vittima della mano dell'uomo. Non è necessario, infatti, attendere per avere di più, credendo di essere più furbo degli altri, perché tutto si ritorce contro. Ammirazione sia per il contenuto sia per la struttura stilistica. Lode al valente Maestro.

Sara Acireale29 agosto 2017

È sempre così: chi troppo vuole alla fine, nulla prende. Una favola molto significativa, bella e musicale che ha una grande morale. Cerchiamo di non essere avidi, dunque, di accontentarci del poco e di sapere dividere con gli altri. Piaciuta per contenuto e per stile...

Angela Schembri30 agosto 2017

Chi la fa, l'aspetti, morale di vita e della favola, coloro che ingannano prima o poi vengono scoperti e puniti. Bellissima la scena raccontata con maestria e dovizia di particolari. Sembra di trovarsi in un vigneto col vendemmiar dell'uva, fra acini succulenti ed api, ragni e mosche ed altri insetti attratti da quel nettare divino. Veramente piaciuta e ben raccontata. Elogio

F
Franca Mugittu30 agosto 2017

bei versi che riecheggiano la classica tradizione greca e latina delle favole satirico - didattiche. Grande elogioal poeta

Donato Leo30 agosto 2017

Una bellissima filastrocca che mette a nudo la famosa frase " chi troppo vuole nulla stringe".

Vaibhava das Vito Parisi19 settembre 2017

...e l'uva, dalla vite, i tralci ancora emana, dolcezza, il sol, diafana, infuse, ai chicchi, ognor.

Antonietta Angela Bianco18 settembre 2021

Scritta con un verseggiare magistrale, elegante e raffinato, come tutte le favole nasconde la sua morale che vale per gli uomini. Come a dire l’ingordigia non paga, chi troppo vuole nulla stringe. Dovremo farne tesoro e applicarla anche nella quotidianità del nostro passaggio su questa terra. Ammirata! Elogi poeta!