Il ragno e il grappolo d’uva
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto apprezzata e letta con piacere. Un caro salut (Antonietta Angela Bianco)
Commenti (12)
Testo di rimembranze esopiche, narrato con grande enfasi in una piacevole metafora verso l'essere umano. Il mio elogio
La morale di questa bellissima poesia sarebbe: "Chi troppo vuole nulla stringe", alla fine si rimane sempre a bocca asciutta come il ragno della favola, che ricorda molto quelle di Esopo, ma che il nostro Autore scrive con sapiente eleganza, come sempre!
Si, la morale di questa poesia racconta di come può essere anche la vita, e il bravo autore sa sempre come destreggiarsi tra i versi.
Filastrocca molto ben scritta che come quelle classiche di Esopo nasconde una morale rivolta all'uomo. Letta con vero apprezzamento.
bella fiaba bella morale ...non si può voler tutto sempre una valente penna elogio e stima
Una filastrocca in sapienti settenari con una morale significativa... il ragno avido del grappolo d'uva è rimasto vittima della mano dell'uomo. Non è necessario, infatti, attendere per avere di più, credendo di essere più furbo degli altri, perché tutto si ritorce contro. Ammirazione sia per il contenuto sia per la struttura stilistica. Lode al valente Maestro.
È sempre così: chi troppo vuole alla fine, nulla prende. Una favola molto significativa, bella e musicale che ha una grande morale. Cerchiamo di non essere avidi, dunque, di accontentarci del poco e di sapere dividere con gli altri. Piaciuta per contenuto e per stile...
Chi la fa, l'aspetti, morale di vita e della favola, coloro che ingannano prima o poi vengono scoperti e puniti. Bellissima la scena raccontata con maestria e dovizia di particolari. Sembra di trovarsi in un vigneto col vendemmiar dell'uva, fra acini succulenti ed api, ragni e mosche ed altri insetti attratti da quel nettare divino. Veramente piaciuta e ben raccontata. Elogio
bei versi che riecheggiano la classica tradizione greca e latina delle favole satirico - didattiche. Grande elogioal poeta
Una bellissima filastrocca che mette a nudo la famosa frase " chi troppo vuole nulla stringe".
...e l'uva, dalla vite, i tralci ancora emana, dolcezza, il sol, diafana, infuse, ai chicchi, ognor.
Scritta con un verseggiare magistrale, elegante e raffinato, come tutte le favole nasconde la sua morale che vale per gli uomini. Come a dire l’ingordigia non paga, chi troppo vuole nulla stringe. Dovremo farne tesoro e applicarla anche nella quotidianità del nostro passaggio su questa terra. Ammirata! Elogi poeta!











